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Shorinji Kempo

Cos'è lo Shorinji Kempo

 Attualmente pratico in Lario Branch, il responsabile è Brunati Sensei Mauro, un amico in tutto, sveglio e veloce con una conoscenza profonda dello S.K., ci si diverte assieme in  un ambiente fantastico. Anche i praticanti si divertono; il dolore alla fine degli allenamenti. No Problem, Tutta salute e passa il giorno dopo.

 Lo Shorinji Kempo è un’arte marziale Giapponese profondamente inserita nel tessuto storico del proprio paese di origine, ma i cui principi possono essere facilmente presi come esempio in tutto il mondo.

Nel panorama delle arti marziali giapponesi, lo Shorinji Kempo non figura tra le più antiche: sono passati infatti appena 60 anni dalla sua creazione. In questi anni, oltre un milione e mezzo di persone si sono accostate a questa disciplina. Attualmente in Giappone esistono circa 2950 Branch, e lo Shorinji Kempo è praticato in 33 paesi nel mondo, tra cui l'Italia.

In queste pagine troverete una semplice introduzione al mondo dello Shorinji Kempo, ed alla nascita, lo sviluppo e le attività portate avanti dalla Federazione Italiana Shorinji Kempo.

 Fondato in Giappone nel 1947 da Doshin So, lo Shorinji Kempo è la via per “sviluppare gli individui”, che tramite la filosofia, le tecniche e il sistema educativo tende a formare persone per una società fiduciosa in se stessa, coraggiosa, vigorosa e caritatevole.

Lo Shorinji Kempo porta avanti un insegnamento che sostiene come si possa vivere felicemente, aiutandosi reciprocamente e rafforzando in se stessi la fiducia nel prossimo.

 

Per contatti:lario@shorinjikempo.it

  

  

 

Ecco dove ho iniziato

Ecco dove ho iniziato -  SPPL POLIZIA LOCALE

 Il mio 1° Insegnate di Kempo, con lui ho praticato dal 1975 al 1979/80/81. SI chiama Riccardo Marchetti. Nato a Messina il 25/05/1951. Praticante di judo all'età di 13 anni, frequenta in quel periodo anche corsi di ginnastica artistica. All'età di diciassette anni comincia la pratica del kempo di Kenji Hoshikawa (studente giapponese nella facoltà di matematica di Messina) di cui diventa suo diretto allievo e dopo alcuni anni comincia anche lui a cimentarsi nell'insegnamento di quest'arte. Incomprensioni tra allievo e maestro portano i due a staccarsi e dopo qualche tempo del suo maestro non si sanno più notizie Marchetti resta solo, con il sobbarco dell'essere divenuto punto di riferimento di quest'arte. Non è quello che desiderava. Viene a conoscenza dello Shorinji Kempo e nota che in quest'arte c'era qualche cosa di familiare, pensa semplicemente che quello che fino ad ora aveva acquisito fosse lo stesso Shorinji Kempo e che lui ne avesse appreso una minima parte. Scopre successivamente scrivendo alla sede dello Shorinji Kempo Mondiale che il suo maestro non faceva parte della loro organizzazione e quindi, fino ad ora, aveva praticato del Kempo ma non lo Shorinji Kempo. Nasce intanto una vera attrazione verso quest'Arte che lo porta dopo varie ricerche a scoprire che in Italia ci sono dei veri praticanti di Shorinji e che un insegnante giapponese Masehara Masaki Sensei è stato mandato in Italia ad insegnare lo Shorinji Kempo. E' l'anno 1978. Un gruppo di siciliani guidati da Marchetti incontrano nella città di Como, Sensei Maehara Masaki che intanto era divenuto Como shibucho. Dopo un colloquio ed una verifica tecnica, Marchetti ed altri praticanti, tra cui Sensei Battista Giuseppe,che purtroppo e venuto a mancare immaturamente qualche anno fa,vengono assorbiti nella vera organizzazione dello shorinji e cominciano la vera pratica. Si susseguono diversi seminari di studio a Messina e Como e negli anni seguenti si inizia a partecipare ad eventi a livello europeo e persino mondiale che da allora non sono mai mancati. Partecipo all'embukai del 1985 in Giappone nella categoria 1° Dan in coppia con Marino Antonino ottenendo il secondo posto dopo l' Indonesia. Nel 1997 in occasione del 50° Anniversario della Fondazione dello Shorinji Kempo mi qualifico al 4° posto nella categoria 4° Dan in coppia con Sensei Bertuccelli Antonio.  Nel 1995 con la costituzione della Fisk (Federazione Italiana Shorinji Kempo) divengo vice presidente della stessa, e nell' aprile del 2002 assumo la posizione di rappresentante della WSKO in Italia insieme al Presidente Fisk Carugati Maurizio Sensei. Il Branch Messina di cui sono appunto il Branch Master viene ad essere riconosciuto nell'87 e fu guida nella costituzione di altri Branch italiani. Oggi la società aggregata al mio Branch è l'Associazione Sportiva Torrenova che si trova nell' omonima città a 80 Km da Messina ed è seguita dal Dojo-cho Roberto Vinci 3° Dan. Inoltre da qualche tempo sto cercando di promuovere lo Shorinji Kempo anche nella città di Reggio Calabria che ben presto diverrà anch' essa una società aggregata a Messina Branch.

Princìpi alla base della pratica

I principi dello Shorinji Kempo hanno il loro fondamento nella persona e nella pace. Il valore che Kaiso attribuisce alle persone è stato trasformato sia dalla sua esperienza diretta all’epoca in cui il Giappone venne sconfitto in guerra, che esaminando i conseguenti cambiamenti sociali avvenuti. Questo ha lo ha portato ad esaminare la qualità delle persone coinvolte. Inoltre Kaiso che amava la pace ed odiava la guerra, simbolo della pazzia dell’umanità, si prefisse di trovare un modo per cui l’intero genere umano potesse, in linea di principio, vivere in pace. Sosteneva anche che “la società e le nazioni devono crescere mediante lo sviluppo della coscienza delle persone e tramite intenti pacifici.”

Per rendere questa speranza una realtà ha fissato come obiettivi dello Shorinji Kempo “il miglioramento delle persone e la creazione di luoghi ideali”. Il significato di questa frase “la creazione di luoghi ideali” è la creazione di società libere dalla guerra e piene di valori spirituali e fisici. Il significato della frase “il miglioramento delle persone” è l’educazione a vivere la propria vita secondo i principi descritti di seguito: 

 

  • Avere fiducia nel proprio potenziale individuale. 
  • Essere in grado di controllare la propria vita.
  • Agire tenendo in considerazione la felicità altrui.
  • Agire con Giustizia, Coraggio e Compassione.
  • Vivere collaborando e convivendo sia con gli estranei che con coloro che conosciamo.

 

Uno dei detti di Kaiso è “metà per la propria felicità e metà per la felicità altrui”. Questo è uno dei principi più rappresentativi dello Shorinji Kempo e si evolve nella frase “crescita personale e felicità per se stessi e per gli altri”. “Crescita personale” significa divenire capaci di sfruttare il proprio potenziale, spesso inutilizzato per mancanza di fiducia o di percezione dello stesso, di essere esempio di come gli uomini dovrebbero vivere, di avere fiducia nel costruire se stessi, di vivere una vita degna di orgoglio. “Felicità per se stessi e per gli altri” significa riconosce l’esistenza di entrambe, e vivere in modo di cercare continuamente lo sviluppo ed il miglioramento per se stessi ma anche per gli altri e per la società. Ora nel mondo vi sono molti praticanti di Shorinji Kempo. Proprio ora ci sono gruppi che si divertono allenandosi insieme. Se potessimo ascoltare chi parla dello Shorinji Kempo, coglieremmo frasi come queste: “Il mio futuro sta cambiando grazie allo Shorinji Kempo” “Lo Shorinji Kempo è parte della mia vita” “Conosco persone che posso chiamare amici e che mi chiamano amico”.

Alcuni sostengono di aver imparato a valutare le persone, altri hanno imparato ad apprezzare le relazioni con gli altri e via dicendo in una moltitudine di impressioni di come lo Shorinji Kempo influisce sulle vite dei kenshi. Come potete vedere molte persone non parlano solo degli aspetti tecnici: anzi, spesso questi sono - come Kaiso insegna e come insegnano i Maestri da secoli - non un fine ma bensì solo un mezzo; ciò che si coglie è il modo in cui la pratica influisca sulle loro vite e possiamo considerare questo fatto come una delle maggiori ragioni dello sviluppo dello Shorinji Kempo.

 

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